Presentazione del Direttore Scientifico Prof.
E. Brunetti
L’attività scientifica della nostra
Provincia Romana è iniziata nel 1995 con la creazione di un dedicato
laboratorio per la ricerca di base, il cui primo obiettivo è stato
ed è a tutt’oggi quello di traslare nella clinica i risultati
ivi ottenuti al fine di migliorare le strategie diagnostiche e terapeutiche
nella pratica medica quotidiana.
L’aspetto collaterale, ma non meno importante di tale organizzazione,
è rappresentato dal fatto che l’ospedale è stato contemporaneamente
dotato dei requisiti ministeriali richiesti per il riconoscimento ad Istituto
di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) del Settore Materno-Infantile,
Settore nel quale è presente un solo Istituto nell’Italia del
nord.
A) Dal punto di vista strutturale, più recentemente
l’Ospedale San Pietro ha realizzato eccellenti ambienti per l’assistenza:
- Ampliamento dei reparti dedicati all’Ostetricia e alla Pediatria-Neonatologia,
quest’ultima già riconosciuta di terzo livello dalla Regione
Lazio
- Posti letto e numero parti della Divisione di Ostetricia e posti letto
e ricoveri della Divisione di Neonatologia
- Per il 2009 è prevista un’ulteriore crescita numerica
di Pazienti nei due settori dovuta sia al nostro normale incremento annuo
dell’attività assistenziale sia all’ospitalità,
proprio per l’ostetricia e per la neonatologia, di altri pazienti
che afferiranno all’Ospedale San Pietro dall’Università
La Sapienza – Ospedale S. Andrea, privo dei settori materno infantili
e sito a 500 metri in linea d’aria da noi, con cui è stata
sottoscritta una specifica Convenzione per il Dipartimento Materno-Infantile.

Tale accordo è stato richiesto specificatamente dalla Regione
Lazio nella persona del Presidente Piero Marazzo, con il Rettore della
I° Università Prof. Guarino e con il P. Provinciale del ns. Ente
ospedaliero Fra Pietro Dott. Cicinelli, al fine di non dover istituire,
al S. Andrea, né Reparti di Ostetricia né di Neonatologia,
con il derivato ingente risparmio di risorse economiche riguardanti sia
la creazione di strutture di ricovero e cura sia le spese per il personale
dedicato, medico e non.
B) A proposito della ricerca, va innanzitutto evidenziata l’attività
svolta sia nel Laboratorio di Ricerca di Base (350 mq, Fig. 1) sia nel Centro
di Genetica Medica (150 mq., Fig. 2), inaugurato, quest’ultimo, nell’ottobre
2008.
Di essi voglio mettere in evidenza:
- In primo luogo la qualità eccellente delle tecnologie presenti

-
D’altra parte dato che ormai da tempo nel mondo
scientifico la quantità della Ricerca dipende dalla sua qualità
numericamente valutata, è con orgoglio che, dal 2000, da quando
cioè mi è stato molto benevolmente affidato l’incarico
di Direttore del Centro, le cose sono andate in modo tale che oggi posso
mettere in risalto la elevata e crescente produzione annuale di pubblicazioni
scientifiche con Fattore di Impatto nella Letteratura Mondiale, come dimostrato
dal trend negli ultimi 8 anni:
(2001/2002: I.F. 38,965 – 2003/2004: I.F. 65,582 – 2005/2006:
I.F. 100,333 – 2007/2008: I.F. 238.674)

La produzione scientifica per tutta la Provincia Romana
è stata in gran parte effettuata dai 43 Ricercatori puri presenti attualmente
sia nel Laboratorio di Ricerca di Base che nel Centro di Genetica dell’Ospedale
San Pietro di Roma.
Nel laboratorio di Ricerca di Base vengono svolti studi su 3 linee fondamentali
inerenti al settore Materno Infantile, quali quelle appartenenti alla specialità
di ostetricia, quelle per l’immunopatologia e quelle per l’allergologia
dell’età evolutiva.
Nel Centro di Genetica Medica, oltre alle specifiche linee di ricerca (sulla
suscettibilità genetica alla tubercolosi, malaria, HIV, la gemellarità
dizigotica, tutti lavori basati su dati provenienti dalla popolazione africana,
come sarà spiegato in seguito, oltre allo studio della sepsi che si
svolgerà su dati raccolti dai nostri centri clinici e dall’Ospedale
Bambino Gesù), oltre alla Ricerca, dicevo, vengono svolte anche attività
di diagnostica di laboratorio in Citogenetica e Genetica Molecolare sia per
i pazienti afferenti al nostro ospedale sia per i pazienti esterni provenienti
da ogni parte della nostra Regione. Gli esami di laboratorio vengono preceduti
da opportuna consulenza genetica al fine di programmare gli accertamenti da
praticare.
Per la Citogenetica vengono effettuate analisi prenatali e post-natali mirate
allo studio dei cromosomi (cariotipo) e quindi alla individuazione e caratterizzazione
delle anomalie in essi presenti sia di numero che di struttura.
Per la Genetica Molecolare vengono effettuati test diagnostici, presintomatici,
predittivi e di suscettibilità basati sull’analisi di singoli
geni in epoca pre-natale e post-natale.
Il nostro Centro di Ricerca ha svolto nel frattempo altre
importanti iniziative fra le quali :
- Convenzioni con le 2 Università della nostra
città
a. Università di Roma “La Sapienza” (Ospedale Sant’Andrea)
b. Università di Roma Tor Vergata
Tali convenzioni ci permettono di espandere le attività dei nostri
laboratori nelle analoghe strutture delle due Università anche e
soprattutto per quanto riguarda la sperimentazione dei farmaci, specie nel
settore infantile dove sono pressoché assenti tali ricerche cosicché
non sono numerosi nel mondo i farmaci a disposizione per l’età
neonatale.
-
Altra iniziativa meritevole di importanza è
quella della raccolta dei cordoni ombelicali per prelevare
da essi le cellule staminali multipotenti che in futuro speriamo prossimo,
ce lo auguriamo, dovrebbero essere capaci di riparare danni anatomici
di vari organi o addirittura sostituire in toto la loro funzione.
I cordoni ombelicali sono processati per isolare le cellule staminali
che vengono successivamente coltivate e trattate in specifici terreni
al fine di indirizzarle, con idonei stimoli, al loro differenziamento
verso linee cellulari appartenenti al sistema nervoso o al sistema immune
o ai distretti muscolari o all’apparato cardiovascolare o al sistema
digerente.
Presso il Centro di ricerca dell’Ospedale sono attivi i primi step
dell’iter di differenziamento delle diverse linee relative all’isolamento
e alla caratterizzazione di progenitori staminali derivati dal sangue
del cordone ombelicale e da placenta.
In particolare, i progenitori staminali vengono isolati e purificati dai
campioni di sangue e/o tessuto placentare presso il nostro centro e successivamente
indotti al differenziamento e caratterizzati (dal punto di vista morfologico,
funzionale e molecolare) presso lo stesso centro o presso altri centri
con i quali sono state attivate collaborazioni specifiche (Dipartimento
Immunoematologia e Medicina Trasfusionale del Policlinico Umberto I, Università
Tor Vergata, Università Roma Tre, CNR, ISS).
Purtroppo per noi, però, attualmente le procedure di raccolta e
di invio dei cordoni verso le succitate strutture della nostra città
vedono una riduzione quantitativa di esse in quanto, contravvenendo ad
un Decreto del nostro Senato della Repubblica che impone alle donne la
donazione eterologa del proprio cordone e quindi di solidarietà
verso il genere umano, si sta espandendo tra le partorienti la scelta
di una donazione autologa che viene realizzata grazie ad accordi che la
donna stessa preventivamente contrae con altre ditte residenti fuori della
nostra nazione e ampiamente reclamizzate dalle specifiche industrie farmaceutiche.
-
È stata altresì realizzata una Rete
di collaborazioni scientifiche esterne, sempre nel campo dei
settori Materno-Infantili, con altri centri italiani, europei e africani,
grazie anche all’operosità creata da anni dalla nostra Associazione
Fatebenefratelli per i Malati Lontani (A.F.Ma.L.) nel mondo non solo Africano.
Il 26 marzo 2009 abbiamo ricevuto la visita ufficiale del dott. Zotta,
Direttore Generale del Ministero della Salute, accompagnato dalla dott.ssa
De Martino, Responsabile dei Rapporti tra il Ministero della Salute ed
il Ministero degli Esteri.
Alla loro presenza è stata firmata una Convenzione tra il nostro
Ospedale San Pietro da parte del nostro Direttore Generale e lo Stato
del Niger rappresentato dalla sua Ambasciatrice.
La convenzione riguarda la collaborazione sanitaria, la formazione del
personale locale e la ricerca scientifica.
In tale occasione abbiamo presentato al Ministero della
Salute un progetto realizzato assieme all’Ospedale Spallanzani di
Roma relativo alla vaccinazione antitubercolare di bambini nati in Italia
da genitori dei Paesi dell’Europa dell’Est, asiatici, africani
e dell’America Latina.
Tale vaccinazione è obbligatoria in questi Paesi ad alta e media
endemia tubercolare, ma non in Europa tranne la Gran Bretagna.
È importante evidenziare che questi neonati, se fossero venuti
al mondo nei paesi di origine dei loro genitori, sarebbero stati vaccinati
nei primi 3 giorni dalla nascita con il vaccino antitubercolare, in quanto
nei loro paesi questa vaccinazione è obbligatoria. L’Italia
è un paese con bassa incidenza di Tubercolosi e quindi la vaccinazione
neonatale non viene eseguita. Tuttavia, i neonati, i cui genitori provengono
da questi paesi sono a rischio di infezione nei loro primi anni di vita
poiché possono venire in contatto con il batterio della Tubercolosi
tramite i loro parenti quando vengono in Italia o in occasione di un loro
rientro nei paesi di origine, anche transitorio, per esempio durante le
ferie dei loro genitori.
Il Progetto prevede la sensibilizzazione dei genitori di questi neonati
e la susseguente vaccinazione anti-tubercolare dei loro figli cosi che
tale vaccinazione potrebbe entrare nelle linee guida del nostro Ministero
della Salute e quindi essere diffusa in tutta Italia.
Ad avvalorare per noi italiani l’importanza del progetto, va considerato
il fatto che questi bambini frequentano le stesse scuole dei nostri bambini.
-
Altre eclatanti attività del nostro Centro
sono rappresentate dal fatto che siamo riusciti a far parte nel 2008 di
2 progetti internazionali approvati dalla comunità europea:
- Process for preparing hepatic cells from progenitor cells present
in umbilical cord blood (in collaborazione con il CNR e per i test sui
topi con l’INSERM UMR542 di Parigi)
- Suscettibilità genetica alla sepsi e risposta a farmacoterapia
con meropemen (in collaborazione con l’Ospedale Bambino Gesù,
con l’Università Tor Vergata di Roma e con l’Università
Vanderbilt di Nasvhville – prof. Scott William).
Progetto accettato dal VII Programma Quadro dell’Unione Europea
e finanziato con 400.000 euro
Quanto detto rappresenta lo stato dell’arte della nostra
attività scientifica e clinica che ha avuto ufficiali riconoscimenti
positivi sia da parte della Commissione Scientifica Nazionale del Ministero
della Salute sia da parte delle Autorità Regionali preposte al controllo
economico per tale riconoscimento. (fig. 14)
Gli Organi Regionali hanno espresso i loro pareri favorevoli dopo aver Essi
stessi accertato che il suddetto riconoscimento rientra a pieno diritto nel
piano di rientro economico imposto nel 2007 alla Regione Lazio da parte del
Ministero dell’Economia.
5 OTTOBRE 2007 site visit della commissione scientifica nazionale del ministero
della salute
23 DICEMBRE 2004 parere della precedente Giunta Regione Lazio
APRILE 2008 pareri della Regione Lazio
- 18 aprile 2008 Assessore alla Sanità On.le A. Battaglia
- 09 aprile 2008 Presidente dell’Agenzia Sanità Pubblica Dott.
C. Clini
- 18 aprile 2008 Direttore programmazione Sanitaria Dott. A. Correani
Purtroppo, per incomprensibili chiamiamole così disposizioni governative
ministeriali , siamo a tutt’oggi, quotidianamente, ancora in attesa
del Decreto di Riconoscimento, molto perplessi in quanto, come è stato
dimostrato, il settore Materno-Infantile dell’Ospedale San Pietro è
stato universalmente riconosciuto in possesso di tutti i requisiti ministeriali
sia strutturali che scientifici ad hoc richiesti.