Ginecologia ed ostetricia
PROGETTO
Terapie antineoplastiche innovative nei tumori solidi dell’infanzia
Dott.ssa Barbara Bucci
Razionale. Ai tumori solidi dell’infanzia di derivazione
neuro-ectodermica appartengono i tumori primitivi cerebrali e i tumori extra-cranici.
L'Astrocitoma è il più diffuso tumore cerebrale, il cui confine
con il tessuto cerebrale sano circostante è molto sfumato, non vi è
un limite netto e si trovano cellule tumorali anche a distanza dalla lesione
più evidente.
Per le caratteristiche istologiche e per le conseguenti implicazioni terapeutiche
si distinguono quattro gradi di malignità: grado I e II a bassa malignità,
grado III e IV a maggiore malignità. Gli Astrocitomi di grado I e II
hanno maggior incidenza in età pediatrica e fra i giovani adulti, rispondono
poco alle terapie farmacologiche e alla radioterapia e la rimozione chirurgica
è possibile solo nei casi di pazienti con tumore di piccole dimensioni
in un’area non eloquente (ovvero una zona cerebrale la cui lesione non
porti menomazioni alla persona, come ad esempio paralisi, impossibilità
nel parlare).
Lo sviluppo di nuove strategie terapeutiche e di nuovi farmaci più
attivi e meno tossici è dunque essenziale. La possibilità di
sviluppare strategie antitumorali alternative alle convenzionali utilizzando
le informazioni ottenute dagli studi cellulari e molecolari, può permettere
lo sviluppo di terapie innovative antineoplastiche molecolari in grado di
colpire bersagli cellulari, la cui modulazione, potrebbe ripristinare le normali
funzioni della cellula.
OBIETTIVI
Progettazione disegno sperimentale e pianificazione esperimenti
Studi recenti hanno identificato la presenza di anomalie genetiche tra cui
iper-espressione dell'oncogene del proto-oncogene myc nell’astrocitoma.
La deregolazione di c-myc gioca un ruolo chiave nella progressione e nella
risposta al trattamento.
1) Effetto dell’inibizione e dell’iperespressione della proteina
c-Myc, utilizzando diverse linee cellulari umane di astrocitoma T98G, ADF,
U87 e U373MG, sulla crescita, il ciclo cellulare e sull’induzione del
processo apoptotico.
2) Definizione dell’eventuale “cross-talk” e cooperazione
fra e c-Myc e geni che codificano per le cicline e chinasi ciclina-dipendenti
e come attivatori dei segnali di morte.
Metodologie:
Valutazione dei parametri di crescita e vitalità
cellulare. Curva di crescita: conta giornaliera delle cellule
vitali (colorazione con Trypan blue) in presenza dei diversi trattamenti.
Test MTT, che ci permetterà di determinare quantitativamente la citotossicità
dei trattamenti applicati. Capacità clonogenica.
Studio del ciclo cellulare Analisi delle perturbazioni
del ciclo cellulare. L’analisi del ciclo cellulare verrà effettuata
in citometria a flusso mediante colorazione con ioduro di propidio e/o incorporazione
con bromodeossiuridina, metodica che permette di analizzare accuratamente
il compartimento di sintesi del ciclo cellulare.
Studio dell’espressione genica. L’analisi dell’espressione
dei geni pertinenti verrà effettuata valutando sia i livelli dell’RNA
messaggero che della proteina codificata.
Per la determinazione quantitativa delle proteine: Western blotting. Coimmunoprecipitazione.
Citometria a flusso: verranno utilizzate metodiche di immunofluorescenza diretta
ed indiretta con anticorpi monoclonali e/o policlonali, con la possibilità
di effettuare analisi biparametriche valutando l’espressione di proteine
in relazione al ciclo. Per la determinazione quantitativa dell’mRNA:
Northern blotting di RNA totale o di RNA polyA+. Trascrizione inversa accoppiata
ad analisi con PCR (RT-PCR quantitativa).
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